Turismo Outdoor: il settore resiste nonostante la crisi

turismo outdoor

Damiano De Marchi – Destinations and Tourism Specialist

L’aria aperta, traduzione nostrana dell’inglesissimo outdoor o del francese en plein air, è una modalità di turismo particolarmente interessante non solo per i numeri che muove, ma per il fatto che, diversamente dalle altre, si definisce a partire dall’offerta. E’ turismo all’aria aperta, infatti, l’insieme dei pernottamenti fatti in strutture ricettive come campeggi, villaggi e aree di sosta – sebbene quest’ultime non siano sempre conteggiate nella ricettività ufficiale – a cui si aggiungono forme ibride come gli agricampeggi (ce ne sono 223 in Italia).

Questo significa che, mentre il turismo balneare o montano sono legati a doppio filo alle caratteristiche della destinazione, il turismo business o sportivo alla motivazione di viaggio, quello all’aria aperta è un turismo che si può adattare a diverse tipologie di destinazione e motivazione, basta che esista una offerta ricettiva adeguata. E quando questa esiste, la domanda non manca.

Italia protagonista per il turismo outdoor in Europa

In Europa si sfiorano i 100 milioni di arrivi e superano le 400 milioni di presenze, con Francia e Regno Unito a spartirsi da soli più di un terzo dei flussi (Eurostat). Anche l’Italia ha un ruolo da protagonista: terza in Europa sia per flussi (quasi 9 milioni di arrivi e 55 milioni di pernottamenti nel 2019) sia per permanenza media, che supera le 6 notti, e un fatturato stimato che sfiora i 5 miliardi, di cui due terzi dal turismo straniero (fonte: Human Company & Travel Appeal, Osservatorio del Turismo Outdoor 2019)

L’interesse di molte destinazioni verso questa modalità si sposa in maniera perfetta con le tendenze degli ultimi anni di diversificazione dell’offerta in linea con esigenze specifiche delle varie tipologie di clienti. In alcune località è diventata una vera e propria caratterizzazione identitaria della destinazione stessa: Cavallino-Treporti è ritenuta la capitale europea del turismo all’aria aperta, con 66 mila posti letto tra cui strutture top-quality, ospitando in un comune stretto tra la laguna veneziana e il Mar Adriatico, un numero di pernottamenti paragonabili a tutto il Salento (capoluoghi compresi) o all’intero Abruzzo.

Il turismo outdoor contribuisce alla costruzione della reputazione

Come emerge dall’Osservatorio sul Turismo Outdoor in Italia – realizzato da The Data Appeal Company in collaborazione con Human Company, gruppo leader in Italia nell’ospitalità all’aria aperta – le strutture ricettive del turismo all’aria aperta contribuiscono in maniera importante alla costruzione della reputazione, fattore chiave di successo per operatori e destinazioni, con un numero di contenuti digitali molto superiore alla media del comparto e un impatto importante sull’esperienza di vacanza.

L’impatto del Covid-19 sul turismo all’aria aperta

La quarta edizione dell’Osservatorio diventa ancora più significativa, poiché è stato possibile avere una prima immagine dell’impatto dell’emergenza Covid-19 sul turismo all’aria aperta in tempo reale e ricavare indicazioni per i mesi a venire e la prossima stagione. Pur con una contrazione del 54% nei primi 8 mesi del 2020, l’outdoor è riuscito a contenere le perdite estive registrando una flessione molto più contenuta, ovvero del -28%. Il confronto con la media della ricettività italiana è significativo: nei primi 8 mesi il crollo è stato del -62%, in estate del -49%, grazie alle migliori performance delle destinazioni balneari.

Spostando lo sguardo sugli aspetti economici, le indicazioni sono le stesse: il prezzo medio è in linea con quello dell’intera offerta ricettiva italiana (124 euro), ma il tasso di occupazione è nettamente superiore di 6 punti percentuali (26% contro 20%), confermando una preferenza per l’outdoor da parte della domanda più alta della media, sebbene con valori di prezzo e occupazione ridotti rispetto agli anni scorsi.

Il tasso di occupazione del settore outdoor è nettamente superiore di 6 punti percentuali rispetto all'offerta ricettiva italiana (26% contro 20%).

Stare all’aria aperta ispira fiducia

La tendenza registrata dalle indagini di primavera (confronta Indagine Human Company – Istituto Piepoli), trova quindi riscontro: la domanda, quest’anno per più dei due terzi domestica, ha una risposta decisamente migliore all’offerta outdoor rispetto ad altre tipologie di offerta. Questo anche grazie a una maggiore propensione alla fiducia verso la ricettività all’aria aperta sugli aspetti di sicurezza e misure anti-Covid, riassunti nel Covid Safety Index, diventati tra i criteri fondamentali di scelta sia della destinazione, sia dei singoli elementi dell’esperienza di viaggio.

Sarà l’outdoor a dominare l’estate 2021? Se, come scrive Henry James in Ritratto di Signora, “l’introspezione è un esercizio all’aria aperta”, non ci si può che augurare che questa lente d’ingrandimento sulle caratteristiche di questa modalità di turismo (qui per scaricare il report completo) si consolidi e allarghi, per aiutare territori e operatori a individuare e cogliere gli elementi di competitività e successo, ancor più evidenti in ottica di distanziamento e sicurezza reale e percepita.

Lascio la chiusa a Bruna Gallo, direttore commerciale e marketing di Human Company, che afferma: “Nell’annus horribilis del turismo a livello mondiale, l’Osservatorio ha messo in luce la capacità di resilienza delle strutture all’aria aperta in Italia: un trend positivo registrato anche nei nostri Camping Village. Alla contrazione rilevata sui mercati esteri, che hanno slittato avanti le prenotazioni con una concentrazione da fine luglio, agosto e settembre, abbiamo rilevato una buona risposta del mercato domestico, e questo ci ha permesso di compensare in parte le perdite.”

"La risposta del mercato Italia ha permesso la diffusione di una maggiore consapevolezza del prodotto open air, innovativo e non più legato agli stereotipi di una volta. La combinazione di questi fattori costituisce una base importante dalla quale ripartire con fiducia ma al contempo con grande prudenza per l’anno 2021, sapendo che l’incertezza che continuiamo a vivere oggi è più consapevole di quella manifestata ad inizio pandemia."

Bruna Gallo, direttore commerciale e marketing di Human Company

Se vuoi saperne di più sull’argomento, scarica gratuitamente il report completo sul Turismo Outdoor:

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