Alternative data e finanza: una rivoluzione che è solo all’inizio

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Gli Alternative Data sono i nuovi protagonisti della mondo della finanza internazionale: ma che cosa sono, e perchè stanno diventando così rapidamente un punto di riferimento per il mondo fintech?

Che cosa sono gli Alternative Data e perché contano per la finanza

Con Alternative Data si intendono tutti quei dati che possono integrare e migliorare le tradizionali informazioni finanziarie. Gli Alternative Data comprendono informazioni geografiche, feedback e opinioni dei clienti, analisi del sentiment di attività o prodotti, informazioni di location intelligence e di fattori esterni e contestuali come il clima, gli eventi, il traffico o i competitor.

Il mercato degli alternative data ha un forte potenziale e si stima che raggiungerà un valore pari a $17.35 billion entro il 2027

Questo tipo di dati permette ai cosiddetti decisori di pianificare strategie di crescita aziendale più efficaci – in tempo reale – e di fare investimenti intelligenti, basati sui dati reali di qualsiasi attività o territorio.

“L’innovazione guidata dal FinTech sta influenzando parti significative dei mercati dei capitali, dall’ambito delle acquisizioni ai servizi di dati e analisi,” ha dichiarato PwC

I dati alternativi in pratica

Gli alternative data sono di fatto diventati fondamentali per il settore fintech e bancario, perché capaci di dare un supporto concreto a investitori, analisti e sottoscrittori quando devono accordare prestiti, arricchire le proprie metriche di riferimento e mitigare i rischi legati agli investimenti.

In altre parole, finanziatori, sottoscrittori e analisti sfruttano i dati alternativi di nuova generazione per arricchire i rendiconti finanziari, le dichiarazioni dei redditi e i punteggi di credito dei clienti. 

Ciò consente di ottenere un sistema di punteggio migliore (credit scoring) e più completo delle prestazioni di qualsiasi azienda, quando si tratta di fornire un prestito o finanziare investimenti futuri. E questo si traduce non solo in una mitigazione del rischio per la banca, ma anche per i suoi clienti e stakeholder.

I dati finanziari che una banca ha già a disposizione – estratti conto, punteggi di credito, dichiarazioni dei redditi, ecc. – vengono infatti oggi combinati con gli alternative data – come la reputazione del marchio, il sentiment dei clienti, gli aspetti più apprezzati e criticati. In questo modo si ha a disposizione il quadro completo per gestire finanziamenti e prestiti in modo più strategico.

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I dati sono il nuovo petrolio, specie quelli sulla reputazione

“I dati sono il nuovo petrolio” può sembrare un’affermazione un po’ inflazionata, ma contiene un fondo di verità. Si tratta di un fatto comprovato che ha portato molte aziende della finanza e non a crescere e aumentare i propri profitti. 

Ma proprio come il petrolio, i dati hanno bisogno di essere raccolti, filtrati e gestiti nel modo giusto perché diventino una fonte di informazioni preziosa. 

Per assicurarsi dei dati accurati e di qualità, è decisivo affidarsi a un data provider in grado di analizzare una varietà di fonti che offrano un’analisi olistica e omnicomprensiva dello scenario generale. L’ideale è spaziare dai dati di business e geospaziali, ai feedback degli utenti, fino alle informazioni contestuali, come il clima, gli eventi o altri fattori che influenzano il settore.

In quanto tali, le attività bancarie devono andare oltre i flussi di cassa e i punteggi di credito. “Le banche valutano i finanziamenti passati della tua azienda, le tue referenze, la qualità del tuo prodotto o servizio, e se tu goda di una buona reputazione” (BizJournals). 

"La reputazione è la nuova valuta per le imprese."

Un faro in tempo di crisi

In momenti incerti come questo, in cui i dati finanziari non possono raccontare tutto sulla reale situazione di un’azienda, i dati di reputazione hanno una valore incalcolabile per le banche che vogliano capire se e quanto finanziare con un ritorno positivo le attività che chiedono prestiti. 

Unire alle informazioni sui conti correnti e i redditi, anche gli alternative data legati alla reputazione dell’attività, può dare molte indicazioni utili su quanto questa sia sana e quale sia il suo potenziale di crescita. Di certo ci sono aziende che hanno chiuso il 2020 in rosso a causa dell’emergenza Covid-19, ma che magari meritano di poter tornare a crescere se offrono servizi o prodotti apprezzati dal mercato. 

Ecco perché alternative data e finanza sono diventati un binomio vincente: senza gli alternative data, è impossibile avere il quadro completo della situazione.

Data Appeal e gli alternative data per la finanza

La reputazione online e la sentiment analysis sono due delle tipologie di dati oggi più richieste dalle istituzioni finanziarie per approfondire la loro conoscenza del portafoglio clienti. 

JP Morgan ha dichiarato: “Ci sono 2 componenti essenziali dell’approccio agli investimenti attraverso i big data: acquisire e comprendere i dati, e usare le tecnologie e i metodi più appropriati per analizzarli.”

In questo senso, l’alternative data provider Data Appeal ha sviluppato degli algoritmi proprietari per definire il customer sentiment, la percezione e la reputazione generale di una attività. Usando un modello basato sul machine learning, il nostro sistema interpreta le logiche dei contenuti online e ne trae informazioni precise sulla percezione.

Per comprendere al meglio le attività e i territori, abbiamo sviluppato degli indici proprietari per aiutare i professionisti ad avere una comprensione più approfondita del territorio e delle attività. Gli indici prendono in considerazioni diverse variabili e le aggregano in un unico punteggio. Ogni KPI può essere calcolato per un singolo Punto di Interesse (POI), per un brand o un intero territorio.

L’ultimo indice realizzato da Data Appeal è il Fair Index, che misura l’impegno dei brand nell’ambito della corporate responsibility, la sostenibilità, l’inclusività e la conseguente percezione da parte della clientela e del pubblico. L’indice legge ed interpreta vari livelli di contenuti online, da quelli aziendali a quelli pubblici e interpreta il sentiment – negativo, positivo o neutro – offrendo così alle aziende l’opportunità di controllare e migliorare le azioni di CSR.

Per saperne di più sulle nostre soluzioni per la finanza, contatta i nostri consulenti dedicati.

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