Turismo Italia: il punto sulla fine di stagione

Il CEO & Founder Mirko Lalli legge i dati più aggiornati di Data Appeal Studio per rivelare gli ultimi trend di settore.

Settembre è finito ed è giunta l’ora di bilanci di fine stagione.
Per questo voglio condividere alcuni dati dal nostro Data Appeal Studio per capire cos’è successo negli ultimi sei mesi, con un focus specifico sull’estate, e quali sono le prospettive per i prossimi 6.

Nella prima immagine è possibile visualizzare l’andamento aggregato dei contenuti online (post, recensioni, ecc.): un parametro che noi usiamo come proxy per capire l’andamento dei flussi, poiché i nostri algoritmi si fondano proprio sulla correlazione tra contenuti online e dati ufficiali sui flussi turistici.

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La crescita dei contenuti è lineare nel post lockdown e si verifica un’impennata nel mese di agosto, per poi ridiscendere altrettanto rapidamente a settembre, mese che comunque si conferma relativamente migliore degli anni scorsi, complice il bel tempo e forse anche l’apertura tardiva delle scuole.

Per l’intero periodo analizzato (dal 1 aprile al 30 settembre) si registra però un calo rispetto al 2019 quasi del 66%.

Da questa slide del webinar SOS Destinations, con con un focus specifico sul periodo estivo (da maggio a settembre), si evidenzia un calo del 58% se consideriamo tutto il 2020 e del 42% prendendo in considerazione il solo periodo estivo.

Nella stessa slide compare anche l’andamento 2020 vs. 2019 delle ricerche e delle prenotazioni dei voli aerei con destinazione Italia (dati del nostro partner Sojern).

turismo italiano

Il cielo nero sopra i voli aerei

A proposito di voli, vi lascio anche la prospettiva dei prossimi mesi, che come potete capire chiaramente, non si prospetta positiva.

turismo italia

La situazione della ricettività italiana

Un altro importante indicatore da prendere in considerazione per capire l’andamento del settore sono le tariffe del comparto ricettivo, perché da questo dato e dall’andamento delle prenotazioni si desumono moltissime informazioni.

Ad esempio in questa immagine è possibile visualizzare l’andamento dei prezzi e dell’occupazione negli ultimi 6 mesi. La linea azzurra indica la media dei prezzi; la barra grigia indica la disponibilità di offerte sulle OTA; la barra blu indica le prenotazioni effettuate. Sono chiaramente visibili alcuni picchi (ad es, Ferragosto), ma è altrettanto chiara la situazione.

Un livello di prenotato molto basso rispetto alla disponibilità e prezzi medi in calo continuo.

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La composizione dei flussi

A livello di composizione dei flussi (immagine 5) i dati ci dicono come il 75% dei viaggiatori sia italiano. Nel 2019 era il 48%. Per nostra esperienza, sappiamo che il turista italiano solitamente non è generoso con le recensioni e questo può creare un danno reputazionale che risulta evidente.

Il turista italiano solitamente non è generoso con le recensioni e questo può creare un danno reputazionale che risulta evidente.

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I prossimi mesi

Se diamo un’occhiata allo stesso grafico delle tariffe dell’ospitalità per il futuro (immagine 6), cioè da oggi fino al 31 marzo 2021, si vedrà che attualmente abbiamo un solo 4,8% di occupazione (futura) per gli hotel, 4,3% per i B&B e 7,1% per gli agriturismi.

Tutto sembra essere concentrato sul breve periodo, con prenotazioni molto sotto data, dovute all’incertezza generale. Qualche picco di ottimismo per Capodanno e la speranza generale che a primavera 2021 la situazione torni a normalizzarsi, come si nota dall’aumento dei prezzi, che potrebbe portare anche la ripresa della domanda internazionale.

Un’ultima occhiata all’andamento del nostro Covid Safety Index (immagine 7), cioè l’indicatore che misura come gli operatori e i territori stanno implementando le misure anti-Covid, analizza la percezione degli ospiti e, in sintesi, rileva la fiducia e la percezione di sicurezza dei viaggiatori.

Anche in questo caso abbiamo un dato aggregato in ripresa ovunque, con una classifica regionale che è profondamente cambiata rispetto al periodo precedente, quando durante le vacanze estive sono scoppiati focolai proprio nelle zone più frequentate dai turisti.

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A conclusione di questa analisi, è importante sottolineare che questi dati sono un aggregato di tutta Italia. Questo significa che ovviamente l’estate ha avuto un andamento diverso su diverse destinazioni: alcune erano piene, altre vuote. Ad ogni modo, a livello di Paese, è innegabile che la situazione attuale sia drammaticamente chiara e preoccupante.

Per più informazioni sul turismo italiano e per conoscere a fondo la tua destinazione non esitare a contattare il nostro team di esperti.

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